EDGE FESTIVAL 2018: un ponte oltre le barriere

EDGE FESTIVAL 2018

TEATRI OLTRE LE BARRIERE

II edizione

 

 

 

A MILANO UN’INIZIATIVA STRAORDINARIA

UN PONTE CONTRO LE DIVERSITÀ, L’EMARGINAZIONE, LE BARRIERE

 

 

 

di Elisa Pedini

 

"Kainós Magazine® Edge Festival 2018 Teatri oltre le barriere"
“Le sedie straniere” – Ph by Antonio Occhiuto per CETEC

Presentato oggi alla stampa il programma di Edge Festival 2018-Teatri oltre le barriere, II edizione della rassegna di Teatro d’Arte Sociale, che partirà dal 22 maggio fino al 30 maggio a Milano.

Organizzato da CETEC Dentro/Fuori San Vittore e da PACTA Salone dei Teatri, con la collaborazione del Teatro ATIR/Teatro Ringhiera, Centro Asteria, Carcere di San Vittore e con il contributo del Municipio 5 del Comune di Milano, della Fondazione Pio Istituto Sordi e il patrocinio del Municipio 6.

Edge Festival è un’iniziativa straordinaria, che mi ha emotivamente toccata e civilmente coinvolta, soltanto sentendola descrivere.

Pertanto, scrivo, con convinzione e amore profondi, di questo Festival.

Come direttore di questa testata, perché è mio dovere professionale informare su notizie che siano di pubblica utilità e crescita; come docente dell’Accademia che edita questo magazine e che s’impegna nella crescita civile, mentale e spirituale; ma anche e soprattutto, come essere umano, come donna e come cittadina milanese.

"Kainós Magazine® Edge Festival 2018 Teatri oltre le barriere"
“Le sedie straniere” – Ph by Elena Savino per CETEC

Edge Festival è una rassegna coinvolgente, intelligente e civicamente e socialmente importante, con un cartellone ricchissimo.

Dunque, con grande piacere, vado a presentarvi, attraverso le parole di chi ha materialmente lavorato duro e dato vita a questa iniziativa, giunta quest’anno alla sua II edizione.

La rassegna vedrà coinvolti quattro ambienti, nei quali si svolgeranno le rappresentazioni, le mostre, i meeting, gli incontri a tema e tanto altro ancora: PACTA Salone, Centro Asteria, ex-Fornace e Carcere di San Vittore.

Gli artisti sono proprio loro: i “diversi”, nel senso più lato del termine e l’obiettivo è quello di trasformare il loro vissuto, così potente, in Arte e renderlo fruibile, accessibile, comprensibile, abbattendo tutte le barriere, con il mezzo più potente che esista per farlo: il teatro.

Milano come un ponte che unisce e che consente il passaggio da “Dentro”, in senso stretto e in senso lato come spiegato sotto, a “Fuori” e viceversa.

Un’immagine meravigliosa, che lascio descrivere dalle parole dell’Assessore Filippo Del Corno: «Quattro spazi diversi; ma una determinazione locale molto precisa, in particolare il Municipio 5 (…).

“Oltre le barriere” inteso in senso molto ampio, perché non sono solo le barriere carcerarie; ma anche linguistiche, culturali e fisiche. (…)

Su questo tema l’Edge Festival insiste, lavora riflette e fa riflettere (…), non si tratta solo d’una rimozione degli ostacoli, ma proprio d’un superamento degli stessi (…)».

Il Presidente del Municipio 5, Alessandro Bramati, afferma: «Abbiamo sempre cercato di tenere molto alta la sensibilità verso le politiche sociali. (…) Giorno per giorno, iniziativa dopo iniziativa, cerchiamo d’affrontare i temi della disabilità, della diversità e del disagio (…)».

Per un verso, un “Dentro” che è emotività, mondo interiore, sfaccettato, oscuro, un abisso, alle volte, difficile da comunicare, per chiunque di noi.

Ora, v’invito a immaginare quanto divenga difficile questo “Dentro”, quando intervengono limiti fisici a rendere ancora più complessa la comunicazione.

Per l’altro verso, un “Dentro, che è fisico e reale: la detenzione.

Inoltre, mi piace, qui, indulgere su una riflessione: nel sistema giuridico italiano, il carcere non rappresenta solo la pena punitiva da infliggere; ma dovrebbe essere soprattutto un luogo riabilitativo, di re-immissione nella società.

D’altro canto, esistono limiti, la perfezione non è umana ed è inutile farne sterili polemiche, che a nulla portano.

Invece, bisogna volgere l’attenzione a quel che si può fare.

Proprio su queste tematiche verte l’intervento di Giacinto Siciliano, Direttore del Carcere di San Vittore: «(..) Le barriere più spesse sono proprio quelle che i detenuti si portano dentro. (…)

Molti dei nostri detenuti sono in attesa di giudizio e pertanto, non possono uscire (…) andare “Fuori” (…) fa parte di quelle incongruenze che giudizialmente e burocraticamente, non possono essere gestite.

È più facile che un detenuto che ha già avuto una sentenza possa ottenere il permesso d’uscire, piuttosto che quello che ancora, non si sa se sia imputabile oppure no. Proprio per questo è importante il portare “Dentro” la cittadinanza (…) invitarla ad entrar

"Kainós Magazine® Edge Festival 2018 Teatri oltre le barriere"
Donatella Massimilla – Ph by Elena Savino per CETEC

e, a conoscere. (…)

Si pensa al carcere come a un luogo punitivo (…) Ma, il carcere è anche un luogo in cui le persone possono cambiare, evolvere. (…)

Il carcere è un luogo della città, ne fa parte (…) è un luogo che può essere di grande valore».

Concludo, con le parole delle due direttrici, colonne portanti di questa Rassegna.

Annig Raimondi, Direttrice di Pacta Salone dei Teatri, afferma:

«Questa rassegna ci rappresenta (…) Pacta non è solo un luogo teatrale, un luogo fisico; ma anche un luogo dove si progetta e si crea, con attenzione particolare alle donne, ai diritti, alle diversità, perché sia un luogo aperto all’accessibilità culturale e all’inclusione sociale».

Donatella Massimilla, Direttrice di CETEC, nonché direttrice artistica dell’Edge Festival, spiega:

 «Il filo rosso, il filo conduttore dell’Edge Festival è la R-Esistenza di continuare verso l’inclusione e l’accoglienza, che attraversa, va oltre, i luoghi, le età, il genere e le culture. (…)

Andare “oltre le barriere” significa, anche, rendere gli spettacoli accessibili a tutti, per esempio. Infatti, molti eventi usano i video, o la descrizione audio, o la sovratitolazione e la traduzione in lingua LIS»

Vi proporrò in articoli separati il programma del Festival diviso per giornate.

 

 

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