La Musica di Dio: successo del Quartetto César

GRANDISSIMO SUCCESSO DEL QUARTETTO CÉSAR

 

ALLA XIII EDIZIONE DE

LA MUSICA DI DIO

 

RECENSIONE ALL’EVENTO

 

MOMENTO D’ELEVAZIONE MUSICALE E SPIRITUALE DEDICATO A MONSIGNOR EGIDIO CORBETTA

 

 

PRESSO

CHIESA PARROCCHIALE SAN GIOVANNI BATTISTA – PALAZZAGO

 

 

 

di Elisa Pedini

 

 

 

Un evento che si preannunciava maestosamente coinvolgente con la presenza del Quartetto César e della soprano Maria Pia Gandolfi, quello organizzato dall’Asessorato alla Cultura del Comune di Palazzago il giorno I novembre, per la XIII edizione de La Musica di Dio.

Infatti, le note sublimi de Le Sette Ultime Parole di Cristo sulla Croce di Franz Joseph Haydn, nella revisione effettuata dallo stesso Maestro viennese per quartetto d’archi, magistralmente interpretata dal Quartetto César, hanno letteralmente stregato il pubblico, tanto da portarlo a un’appassionata standing ovation finale.

Dunque, aspettative pienamente mantenute, per quello che doveva essere e di fatto, è stato, un evento d’intenso pathos emotivo, nonché celebrativo d’una figura localmente molto nota e amata, quella di Monsignor Egidio Corbetta: ecclesiastico, musicista e direttore del Coro dell’Immacolata di Bergamo.

In particolare, mi piace sottolineare come il colore personale della musica del Quartetto, così come la cura, quasi maniacale delle caratteristiche timbriche di ciascun componente, che si fondono in un impasto armonico dalle sonorità piene e variegate, abbiano reso ancor più magica e intensa quella che nacque, già nel 1786, come un’opera di profonda comunicazione e riflessione spirituali.

Di fatto, la sensazione è stata proprio quella di traslare in un altrove di divina compostezza e perfezione.

Stante l’accalorata reazione del pubblico, letteralmente coinvolto dalle esecuzioni degli artisti, ne deduco che non sia stata per nulla un’impressione solo mia.

D’altronde, questa è la magia della musica.

Soprattutto, quando a interpretarla ci sono dei professionisti di bravura straordinaria.

Laddove, alla sonorità lirica del primo violino del Maestro Bruno Tripoli, interviene e sostiene la ferma dolcezza del delicato tocco del secondo violino del Maestro Angela Woon Young Kang e la sonorità calda, grave ed espressiva della viola del Maestro Marco Varisco che estende e dilata il suono, che, proprio come su ali d’angelo, trova il compimento nelle corde del violoncello del Maestro Antonio Papetti, con un’espressività timbrica che spazia dal commovente, al grave e pacato.

Così, in questi cangianti paesaggi sonori, dagli adagi morbidi e ampi, ai pizzicati, agli sfioramenti che rendono il suono celestiale, evidenziandone gli armonici, fino all’apice del carattere brioso e incisivo, il pubblico e me inclusa ci siamo trovati coinvolti in un’esperienza di profondo impatto emotivo.

La conclusione è stata un’accorata standing ovation che ha omaggiato gli artisti d’un più che meritato successo.

 

 

 

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