Un’avventura: recensione al film

UN’AVVENTURA

 

I CAPOLAVORI DI PAROLE E MUSICA FIRMATI BATTISTI-MOGOL DIVENTANO UN FILM

 

 

 

di Riccardo Scharf

 

 

Un’avventura, da stasera, 14 febbraio, nelle sale italiane, per la regia di Marco Danieli.

Un film d’amore, che nasce dalle e sulle parole e note delle canzoni del più grande connubio della storia della musica italiana: quello Battisti-Mogol.

Dunque, con Un’avventura, un pezzo di storia della canzone italiana si fa cinema per far sognare un po’ e celebrare la serata degli innamorati.

Infatti, la data d’uscita della pellicola non poteva essere più azzeccata vista la tematica, fin troppo stereotipata.

Un’avventura è una pellicola piacevole e godibile, che, pur non vantando una trama di particolare spessore e originalità, anzi, riesce, comunque, a coinvolgere, a emozionare e a far sognare.

Esattamente, come le parole e la musica immortali di Giulio Rapetti Mogol e di Lucio Battisti.

Non per altro, è un film che muove dalla musica, per la musica e sulla musica, tra il sogno, il musical, il videoclip e il film d’amore.

Come lo stesso regista Marco Danieli afferma, Un’avventura:

«…è stata anche una grande sfida drammaturgicae registica integrare le canzoni nel tessuto del film (…).

Era necessario che le canzoni diventassero indispensabili momenti della storia (…)»

Infatti, quello che mi sono trovato davanti è stato proprio un prodotto cinematografico-musicale, compatto nel suo obiettivo di trasformare le note in celluloide e abbastanza fluido nel suo dipanarsi, quasi uno stream-of-consciousness su pellicola.

Da un lato, una storia d’amore un po’ banale, un po’ forzata alle volte, un po’ favola, un po’ realtà, quella tra Matteo e Francesca.

Ovvero, due innamorati che si perdono, si ritrovano, si riperdono e si trovano un’altra volta. Insomma, niente di particolare.

Dall’altro, la grande musica di Battisti-Mogol e una regia sapiente e solida, che usa tutta la gamma della tecnologia, delle ottiche e delle inquadrature, per farci godere d’un prodotto tecnicamente buono.

Ne consegue che Un’avventura sia un film piacevole, divertente e dal ritmo sostenuto.

Inoltre, il film gode del supporto di scelte cromatiche azzeccatissime.

In effetti, lo sfumare dai toni caldi del giallo e delle sue varianti a quelli freddi delle gradazioni del blu, concorre a dare corpo al già buon prodotto tecnico.

In più, una fotografia decisamente ben curata e molto suggestiva, incornicia Un’avventura in un’aura di luce di notevole bellezza.

Concludo, col sottolineare un’esecuzione semplicemente straordinaria da parte degli interpreti; un magnifico Michele Riondino, che ci regala un Matteo vero, vibrante, convincente, nei suoi dubbi, nelle sue certezza, nelle sue altalene emotive e una splendida Laura Chiatti, che ci mette davanti a una Francesca, dalla personalità sfaccettata, forte e fragile a un tempo.

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