LEZIONI DI MUSICA: HÄNDEL E HAYDN

Rubrica a cura di: Prof. Riccardo Scharf

Docente al Dipartimento di Musica e al Dipartimento di studi classici

 

 

 

LEZIONI DI MUSICA: Georg Friedrich Händel e Joseph Haydn

 

 

Le piccole disavventure di grandi musicisti come Händel e Haydn

 

 

Oggi in classe abbiamo affrontato il problema del difficile modo di sbarcare il lunario per i musicisti.

Haendel, seppur ricco e famoso, non faceva eccezione.

Infatti, siamo nella Londra del 1700 e il facoltoso e pingue musicista stava preparando una nuova versione di un’opera che avrebbe dovuto garantirgli un successo incredibile: il Rinaldo.

All’epoca, si usava stupire il pubblico con effetti speciali di ogni genere e i teatri basavano la loro sopravvivenza principalmente su questi mezzi.

Addirittura, un noto impresario stava pensando di deviare il corso di un affluente del Tamigi per ricreare delle cascate e zampilli d’acqua.

Georg Friedrich Händel, quindi, andò a comprare una miriade di uccelletti che avrebbero dovuto svolazzare durante una delle arie ritenute più deboli della nuova opera che stava scrivendo e creare nel pubblico un effetto sorpresa garantito.

Tant’è, aveva fatto montare su tutti i palchi una rete protettiva e i volatili avrebbero dovuto creare un effetto dirompente.

E dirompente l’effetto lo fu davvero: il giorno della prima, mentre i flauti si preparavano a zufolare sottolineando il verso degli uccelli, gli animali furono liberati.

E dunque, lo stormo si precipitò svolazzando contro le reti protettive, le spezzò e invase completamente tutto il teatro, creando un fuggi fuggi generale e uno scompiglio incredibile.

Quindi, il Sassone ottenne un effetto sorpresa pazzesco e sospesero l’esibizione.

Infatti, ripulire il teatro richiese un’intera settimana.

Ma, poi, il Rinaldo fu.

Un altro aneddoto divertente, legato stavolta a Joseph Haydn, è quello che riguarda la composizione dell’inno nazionale inglese, il notissmo God save the King. Haydn aveva già raggiunto una discreta fama lavorando, prima presso la famiglia ungherese degli Eshterazy; poi, con concerti e scritture a Vienna e nel continente.

Grande fu il suo stupore, dunque, quando lo chiamarono in Inghilterra, dove già Georg Friedrich Haendel stava ricevendo fama e notorietà, per dei concerti.

Il suo successo, quindi, fu talmente evidente che il musicista fu incaricato di comporre un inno per la monarchia e il buon Joseph si mise al lavoro realizzando una musica decisamente accattivante.

Naturalmente, da buon musicista cresciuto in una famiglia umile che non buttava via niente, quando gli venne chiesto di comporre una canzone patriottica per la Confederazione del Reno, riutilizzò la melodia già venduta agli inglesi.

Fin qui, niente di male.

Anni dopo, Haydn era già morto, si trovarono di fronte gli ambasciatori di sua maestà imperiale e sua maestà britannica.

La banda intonò l’inno ed entrambi gli ambasciatori si profusero in ringraziamenti verso il direttore della banda per il privilegio di aver suonato il loro inno. Il maestro, tuttavia, mostrava segni di nervosismo e imbarazzo.

Poi, la banda suonò il secondo inno… che era assolutamente identico.

Grande imbarazzo di tutti e quindi, l’Austria-Ungheria mutò il suo inno nazionale dopo il ritorno dell’ambasciatore a Vienna.

Infatti, Haydn aveva venduto la stessa melodia anche agli Austriaci!

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